2010/08/06

Milano da salutare

A casa, appena concluso il mio ultimo viaggio da pendolare Milano-Biella.

Ricordo ancora il 26 aprile del 2006, il mio primo giorno di lavoro a Milano, quando durante la pausa pranzo pensai "Wow! Figata la pausa pranzo a Milano in Piazza Duomo!". 

Sì, per me fino a quel giorno Milano era stata una città relativamente "lontana", in cui recarmi poche volte l'anno per occasioni speciali.

Quell'entusiasmo iniziale presto scemò e piazza Duomo ora non è altro che una delle tante piazze che vedo abitualmente.

Milano non fa per me. L'ho imparato giorno dopo giorno.

Per carità, offre tutto, ma buona parte di quel tutto non mi interessa.

Ecco quindi la lista di cose che NON mi mancheranno del capoluogo meneghino:

- le zanzare da marzo a novembre
- la mandria di stronzi in metropolitana
- la canicola estiva con annesso effetto serra 
- gli ingorghi stradali da 10 metri all'ora
- i "fantastici" servizi offerti dall'ATM, con scioperi incorporati
- gli affitti stellari
- i cazzoni che devono leggere in metropolitana ad ogni costo con la massima apertura possibile
- il casino il martedì di prima mattina per il ritiro della spazzatura
- i locali stracolmi in pausa pranzo
- tram che deviano il percorso senza preavviso
- gli spaccapalle ambulanti in via Dante, capaci di inseguirti da piazza Cairoli a piazza Cordusio per rifilarti le loro minchiate
- la nauseabonda puzza di profumi appena entrati alla Rinascente
- i taxi, più cari di volo in business class e inesistenti quando servono
- i marciapiedi disseminati di pisciate e defecate canine
- i dementi che non tengono la destra sulle scale mobili

Ecco invece l'elenco delle cose che mi macheranno:

- gli aperitivi strabordanti

Che dire... sì, Milano non mi mancherà quasi per niente... mi mancheranno le persone conosciute, (ex) colleghi ed amici. Mando un sincero abbraccio a tutti coloro che hanno condiviso questi ultimi 4 anni con me, interamente o parzialmente; di sicuro ci si rivedrà, nonostante Milano. 

Qui finisce la mia parentesi sotto la "madunina". Almeno credo (e - per ora - spero).

Tanti saluti!

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