2011/03/14

Angry Birds e il videogioco usa e getta

Roberto Caccia su Angry Birds
Analizzando la questione, sarebbe sicuramente sciocco mettere in dubbio la capacità di realizzare enormi guadagni a fronte di basse spese sfruttando la scia del successo di economici giochi da 99 centesimi. Ed è altrettanto innegabile che questi titoli hanno un'ottima capacità di allietare le pause nella vita quotidiana di molte persone.

Ma da qui a dire che un gioco come Angry Birds possa fruttare lo stesso coinvolgimento di un gioco di ruolo, o l'adrenalina di un concitato sparatutto, crediamo che ne debba passare di acqua sotto i ponti.

Purtroppo Caccia centra il bersaglio. Il problema del panorama videoludico odierno è rappresentato dal piattume introdotto dai vari App Store e Android Market, che hanno lanciato la filosofia del giochino usa e getta a prezzi ridicoli.

Con la possibilità di acquistare giochini a pochi centesimi per divertirsi a lanciare uccellini contro i maiali, racimolando milioni di dollari, a nessuno viene più voglia di realizzare videogiochi impegnativi, con una trama degna di un capolavoro cinematografico e un design e una giocabilità da urlo, che richiedono anni di sviluppo.

Per quel che mi riguarda al momento i giochi sui App Store e Android Market vanno bene per andare al cesso e far passare il tempo quando non si sa cosa fare.

I Videogiochi con la V maiuscola sono ben altri, oltre ad essere ben lontani dai vari app store.

Purtroppo sembra che la tendenza si stia invertendo e presto dovremo davvero chinare la testa di fronte a chi ha sempre sostenuto che i videogiochi sono roba per bambini; se ci fossero solo giochi a la Angry Birds, avrebbero ragione.
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