2011/04/29

Il bluff dei grandi numeri sugli app store

Mr.Webmaster sull'ultima ricerca di di Distimo:
su circa 333 mila applicazioni distribuite per iOS quelle gratuite sarebbero più o meno 121 mila, mentre le Apps per Android sarebbero in totale 206 mila, 133 mila delle quali gratuite
Ok. 333 mila. 206 mila. Numeroni.
La domanda però che mi faccio sempre più spesso è: a che serve fare a gara a chi ce l'ha più grosso (l'app store) quando già solo il 26% della applicazioni scaricate vengono usate una sola volta? Sicuramente la percentuale sarà molto più alta se consideriamo quelle scaricate e magari usate due o tre volte e poi abbandonate nel dimenticatoio.

Il numero di applicazioni su un app store non significa nulla.
Paradossalmente lo store di Palm/HP - App Catalog - potrebbe anche essere il migliore, nonostante le "sole" 6,363 applicazioni. Basta che siano di qualità.
Serve un client Twitter? basta ce ne sia uno, ben fatto. Non ne servono 700 (di cui ovviamente ben fatti ce ne saranno 2).

Per mia esperienza, reputo il 95% delle applicazioni disponibili sui vari app store delle sonore minchiate. L'applicazione della scoregge, quella dei rutti, il test del tontolone, la nuova versione di Angry Birds ambientata nel mio salotto, l'altra - utilissssssssssima - tramite cui scambiarsi i contatto ingaggiando un duello all'arma bianca con i telefonini, e via dicendo.

Poi c'è il restante 4%: sono quelle che scarichi e usi una volta nella vita, magari per far vedere all'amico quanto è figa, o che magari sono utili in frangenti specifici. Tipo il breviario di frasi da dire mentre sei in viaggio in Iraq.

Quelle davvero utili (1%), le cosiddette "mai-più-senza", si contano sulle dita di una mano. Il problema è che spesso si confondono nel calderone della porcheria e vengono sotterrate.

Sarebbe più utile guardare alla qualità delle applicazioni e non alla quantità.
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