2011/04/11

Report ha toppato. Ne inizia il revisionismo televisivo?

Non sono mai stato un "follower" incallito di Report; ho visto alcune puntate, ma non sono un habitué. Non l'ho visto nemmeno ieri, ma mi è parso di capire che la puntata, incentrata sui social network, abbia raccolto molte critiche, per l'eccessiva banalità e pressapochismo.

L'aspetto però forse più inquietante è l'immediata reazione revisionistica. Diciamoci la verità: nella maggior parte dei casi la maggioranza dei telespettatori non è assolutamente competente sulle materie trattate da Report, non abbastanza per discernere la precisione dal pressapochismo.

Succede quindi che spesso ci si indigna per i contenuti e si applaude alla forma senza realmente sapere se il programma ci ha propinato delle scoperte dimostrabili oppure delle panzane assolute.
La Gabanelli diventa un mito perché ci racconta quanto fa schifo l'Italia; il punto è che - in alcuni casi - pochi sono sufficientemente competenti e/o informati per stabilire se il racconto è stato gonfiato, se è preciso, se è stato tralasciato qualcosa e così via.

La puntata sui social network ha avuto questo effetto di disincanto: persone competenti che si rendevano conto che quanto riportato non era poi così geniale. E se ne rendevano conto per la prima volta perché per la prima volta ne erano davvero competenti.
Gli altri invece hanno reagito come sempre.

Il problema forse non è di Report ma di chi sempre più spesso sostiene le proprie opinioni senza che queste siano supportate da una competenza di fondo, ma magari solo da qualche "googleata".
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