2011/08/04

Il Riso Scotti senza il Riso Scotti

Segnalo un interessante articolo de Il Fatto Alimentare, che mette in luce ancora una volta quanto spesso ci si ritrovi a pagare una maggiorazione di prezzo sugli alimenti dovuto al brand e alla pubblicità e non alla qualità.

L'articolo evidenzia come i prodotti marchiati Coop, Esselunga, Auchan e compagnia bella non siano altro che gli stessi venduti a pochi centimetri, marchiati però con i classici brand roboanti che ce le martellano tutto il giorno in televisione.

Così scopriamo che il Carnaroli Coop non è altro che il Riso Scotti, senza il brand Riso Scotti ovviamente. E con un prezzo maggiore ovviamente, tramite cui pagarsi la pubblicità.
E magari ci si riempie la bocca del Riso Scotti per poi scoprire che forse sarebbe stato meglio evitare i bocconi di riso e baldanza.

C'è ancora chi crede che il Mulino Bianco faccia merendine più buone perché si chiama Mulino Bianco e costa di più.
In alcuni casi potrebbe essere anche vero; in altri la corrispondenza tra prodotti delle "grandi" (?) marche e i prodotti "private label" è emblematica.

Mi viene in mente chi si lancia in gioielleria acquistando gioielli firmati Bulgari, Damiani o Salcazzini, pensando che l'oro di Salcazzini sia più oro di quello senza marca.
Ma cribbio, l'oro è oro. E in questo caso pure il riso (coop) è riso (scotti)
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