2011/08/14

Il viaggio come veicolo del luogo comune

Stefano Bonilli sul viaggio:
Viaggiare fa bene alla testa, ti apre la mente e se sei curioso e privo di preconcetti - nei limiti del possibile - ti permette di capire e imparare dal diverso da te, cioè 'lo straniero', colui che ha una lingua, usi e costumi un po' diversi, o totalmente diversi dai tuoi.
Bonilli è uno degli ultimi a ripetere uno dei mantra che negli ultimi anni accompagnano i viaggi e soprattutto i viaggiatori.

Viaggiare? ti apre la mente, ti arricchisce. Ripetuto ad libitum. E' diventato una sorta di slogan commerciale, forse il più efficace in assoluto.

Io ho viaggiato. Ho visto praticamente tutti i 5 continenti; non sono Licia Colò ma credo di aver viaggiato a sufficienza per poter dire la mia.

Viaggiare apre la mente? No. Per me è una cazzata solenne. Viaggiare non apre un bel niente.
Per aprire la mente non è necessario (e/o non è sufficiente, a seconda del soggetto) viaggiare. L'apertura mentale è una condizione esistenziale che non dipende dai viaggi.

Non dipende sicuramente dai viaggi da turista, che trascorrono 15 giorni o un mese in un luogo e pensano di aver capito tutti di quel luogo, mentre invece probabilmente non hanno capito nulla, rinchiusi nella loro dimensione delimitata da un biglietto andata e ritorno.

I viaggi sono diventati una moda, viaggiare è "cool": se vai un mese in Australia sei "avanti" perché sei andato lontano. Poi magari torni e pensi di essere stato a casa di Mr. Crocodile Dundee. Però hai viaggiato.

Vai a Bali, in Indonesia, e ti fanno apprezzare delle favolose e stupefacenti risaie a terrazza. Torni a casa e ci passi in mezzo, alle risaie di Vercelli. Ma manco ci fai caso.

Parti per una due settimane balneare e scopri improvvisamente che la spiagga più bella del mondo si moltiplica, restando sempre uguale  a se stessa.

Atterri in un paese arabo e ti entusiasmi di vedere tanta gente con abiti tipici. Tipici per loro, non per noi ovviamente. Io mi stupisco ogni volta di vedere gente con i pantaloni. Tutti i giorni.

E potrei continuare all'infinito.

Viaggiare di per sè non apre nulla; prendere un aereo, passare 15 giorni all'estero ed entusiasmarsi delle STESSE cose che troviamo a 3 km di distanza da casa nostra, semplicemente camuffate con i vestiti del luogo, NON APRE NIENTE. Viaggiare è un hobby come tanti; come collezionare le figurine o fare gli origami.

L'apertura mentale non dipende dai timbri sul proprio passaporto. Dipende da ognuno di noi e dalla nostra storia.

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