2011/08/10

Twitter, dove il rumore confonde l'informazione




Ieri sera, all'alba della notte che avrebbe dovuto riaccendere le violenze a Londra, decido di sfruttare Twitter per restare aggiornato sugli avvenimenti, con il comodo hashtag #londonriot.

Sono rimasto sintonizzato per circa mezz’ora durante la quale è emersa tutta l’inadeguatezza di Twitter nel riuscire a distinguere il “rumore” dalle notizie.

In 30 minuti, in mezzo al marasma di cinguettii, sarò riuscito a captare due o tre informazioni degne di tale nome. Tutti gli altri tweet erano cazzate di vario genere: chi postava immagini di Mr.Bean, chi un piccione intento ad entrare in un negozio, chi diceva la sua sulla situazione preoccupandosi delle partite di calcio rimandate, chi sparava la sua cazzata serale, chi faceva pubblicità, e così via.

Alla faccia dello strumenti di informazione: a me sembrava più un insieme di minchiate a profusione.

Non è comunque una colpa grave di Twitter. Al momento nessun social network è stato ancora in grado di trovare un modo efficace per distinguere il rumore dalle informazioni e potrebbe essere questa la carta vincente di chi ci riuscirà.
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