2011/09/03

Io non credo nel dialogo

Rosaria Mostaccio su Discussioni di coppia: perdita di tempo per gli uomini:
"sebbene per molto tempo si sia ritenuto che sottrarsi a certe discussioni dipendesse dal non voler mostrare debolezze, oggi si scopre che in realtà, anche da bambini, si tratta di qualcosa di molto meno cervellotico. Discutere non serve a niente. Tutto qua."
E' quello che penso. Il dialogo è inutile, discutere non serve a risolvere i problemi, derimere questioni o convincere qualcuno.

Provate a pensarci: quante volte siete riusciti a fare cambiare idea ad una persona semplicemente dialogando? E quante volte voi avete cambiato idea perché qualcuno vi ha convinto a voce? Parlo di idee e convinzioni di un certo peso, non il piatto da scegliere al ristorante.

La ragione è che ognuno si tiene stretto le proprie idee. Come efficacemente espresso nel film Inception, far cambiare idea ad una persona è una delle cose più difficili in natura. Chi è convinto di qualcosa potrà cambiare idea solo spontaneamente; il dialogo non servirà a nulla. Spesso nemmeno prove evidenti oltre ogni ragionevole dubbio fanno cambiare idea alle persone: se qualcuno sarà convinto che l’erba è blu, resterà convinto di quel colore anche se gli apriamo la finestra e gli mostriamo il campo verde oltre al strada.
Figuriamoci se un semplice dialogo può servire a qualcosa.

Fateci caso: durante ogni discussione si raggiunge sempre un “punto di non ritratto”, in cui ognuno resta arroccato sulle proprie posizioni e non cede, qualunque siano le argomentazioni altrui.

Da qui la nascita dei “flame” che non sono altro che l’estremizzazione e la più estrema dimostrazione di quanto poco serva il dialogo.

Per questa ragione io non credo nel dialogo come forma di discussione e come terreno su cui elaborare posizioni comuni. Al massimo si tratta di una forma di espressione, che in definitiva si configura come un soliloquio a più voci.

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