2011/10/26

Fini Interventi da Camera

Condivido la prospettiva di Alessandro Campi su Fini a Ballarò:
Fini, nei tre anni nei quali l’ho frequentato, ambiva a costruire una “destra nuova” alternativa – in primis sul piano dello stile politico – al populismo leghista-berlusconiano, intriso di pressapochismo e di violenza verbale, dal quale ha avuto il coraggio di prendere le distanze sino ad una traumatica rottura. Vederlo dare sulla voce alla Gelmini o battibeccare con Rotondi, sentirlo dire spiritosaggini o lanciare accuse al vetriolo, m’è parsa la prova più evidente – e amara – del fatto che Berlusconi magari cadrà, un giorno o l’altro, ma avendo nel frattempo plasmato a sua immagine e somiglianza l’intera scena politica, divenuta irrimediabilmente volgare e irrispettosa d’ogni più elementare senso del limite.
Per dirla in maniera "fine" è ormai evidente la tendenza a buttare tutto in merda. La politica di oggi si fa più in TV che nelle sedi istituzionali.
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