2011/12/12

Mac App Store: Apple complica invece di semplificare

Apple ha annunciato di aver raggiunto i 100 milioni di download dal suo Mac App Store. A prescindere dalla rilevanza della cifra, che, come twitta Horace Dediu, sembra essere poco entusiasmante, in cuor mio spero che l'esperimento fallisca miseramente.

Il Mac App Store, oltre ad essere l'ennesimo esempio di giardino recintato informatico, in cui l'utente è trattato come un pezzo di un ingranaggio da oliare il più possibile, ha peggiorato il processo di installazione delle applicazioni su Mac. 

Racconto un episodio illuminante in merito, almeno per il sottoscritto. Circa un mese fa ho passato il mio HTC Trophy con Windows Phone 7 Mango a mia moglie Giorgia. Avevo appena aggiornato il telefono tramite Windows Phone Connector per Mac OS dal mio Macbook.

Dopo qualche giorno di uso, HTC segnala che c'è un nuovo aggiornamento. Decidiamo di eseguirlo, ma eravamo al piano di sotto e il computer più vicino era il Mac di Giorgia. Allora penso "be', lo aggiorno da qui".
Collego il telefono e vado sul sito di Microsoft per scaricare il software. Scopro però che il software è disponibile solo su Mac App Store. "Va be'... scarichiamolo dal Mac App Store".  Apro il Mac App Store ma per poterlo scaricare mi chiede di fare log in con l'account di iTunes. "Eccheppalle!" penso... Non mi ricordavo più l'accesso per l'account...
Risultato: ho fatto prima a connettere il telefono al mio Mac ed aggiornarlo da lì. Tutto questo per colpa del fetido Mac App Store.

Sul sito ufficiale di Apple si legge:
Il Mac App Store rivoluziona il modo di installare applicazioni sul computer: un clic e hai già finito. Inserisci la stessa password che usi per acquistare musica e applicazioni per Mac, iPad, iPhone o iPod touch su iTunes. E in un attimo le tue nuove app appaiono nel Dock, pronte a partire. Così potrai passare più tempo a divertirti con le applicazioni e meno a installarle.
Un paio di palle! Se fosse stato un programma "normale", l'avrei scaricato normalmente come si è sempre fatto: un semplice "registra con nome", salvataggio del file, installazione e fine delle rotture.
Diversamente da quanto vogliono farci pensare a Cupertino, il Mac App Store complica semplicemente le cose, rendendo più macchinoso e procedurale quello che prima era un rapido e semplice processo di installazione.

Senza poi tener conto del fatto che se sul Mac avessi avuto Leopard, avrei dovuto per forza fare l'upgrade almeno a Snow Leopard, perché il fetecchi-A-pp Store è compatibile solo con il Leopardo delle Nevi e successivi.

L'App Store ha molto più senso su un dispositivo portatile, un cellulare, dove l'installazione di una applicazione in passato era molto meno immediata che su computer; ma su quest'ultimo e soprattutto su Mac, dove bastava scaricare il software e trascinarlo in una cartella, il Mac App Store è semplicemente uno strumento per legare gli utenti al proprio sistema di distribuzione, peggiorando il processo con nuovi paletti inutili.