2012/01/05

Recensione Nokia N9: ne resterà solo uno

Sotto sotto ho sempre avuto Nokia nel cuore. Fin dal primo banana fonino (il mitico Nokia 8110), passando per il piccolo 8210, il leggendario 7650, fino all'ultimo 6630, che dovrei avere ancora da qualche parte in un cassetto. Poi arrivò l'iPhone e cambiò tutto.

Nokia fatica a mantenere il suo status di brand più "in": nonostante l'azienda finnica sia sempre al vertice, le fondamenta iniziano a scricchiolare. Symbian cede il passo ed evidenzia il suo far parte di una vecchia generazione, mentre Android, iOS e Windows Phone 7 si appropriano sempre di più di un mercato ormai orientato verso nuovi orizzonti.

Però, a dire la verità, iOS, Android e WP7 mi hanno sinceramente rotto le palle: mi annoiano. Volevo provare qualcosa di nuovo e quindi eccomi qui, mentre stringo fra le mie mani un Nokia N9, dopo quasi 4 anni dal mio ultimo Nokia.

Uno swipe per sbloccarlo

Lezioni di Stile

Il N9 potrebbe essere essere definito il telefonino dei rimpianti. E' un prodotto originale, caratterizzato da luci tanto cristalline e limpide, quanto da ombre oscure e peciose; lontano dalla perfezione e dall'impeccabilità, ma caratterizzato da guizzi di grande personalità, dovuta non solo ad un hardware e ad un design effettivamente eccelso, ma anche ad un sistema operativo unico, nel bene e nel male.

Sarebbe dovuto essere il primo cellulare a dare il via all'era MeeGo, il sistema operativo open source inizialmente eletto successore all'ormai anziano Symbian; i vertici dell'azienda finlandese hanno però deciso di abbandonare la strada inizialmente intrapresa, stringendo un accordo con Microsoft. Accordo che ha sostanzialmente reso il N9 l'unico della sua specie: quasi sicuramente non ci saranno più altri dispositivi MeeGo.

Il design del cellulare è strepitoso: un resistente guscio unibody di policarbonato, dai bordi arrotondati e sinuosi, sovrastato da uno schermo AMOLED chiaro e definito, totalmente privo di bottoni e ricurvo ai bordi per seguire il profilo del telaio. Scelta quest'ultima data non solo per scopi estetici ma anche funzionali.


La  calcolatrice, essenziale e minimale

Il feeling è eccezionale: resistente e compatto quanto un iPhone 4(S), ma privo dell'effetto "fragile ferraglia" tipico degli ultimi due modelli del cellulare Apple; allo stesso tempo maneggevole e pratico, comodo da impugnare e piacevole in mano quanto un Samsung Galaxy S II, ma senza la sensazione di "cheap", quella tendenza plasticosa dei cellulari coreani. Dal punto di vista estetico il N9 è probabilmente uno dei migliori device mai disegnati e secondo me il migliore al momento in commercio.

L'unico appunto è il posizionamento della fotocamera, inserita sul retro in posizione centrale. Per quanto elegante e esteticamente appagante, posizionare la lente al centro è poco funzionale: impugnando il cellulare spesso si finisce con i polpastrelli sul vetro della lente, lasciandovi inevitabilmente le impronte. Prima di scattare diventa quindi necessario pulirlo.

La discreta fotocamera del N9, posizionata al centro sul retro

MeeGo è morto. Viva MeeGo!

E MeeGo? il sistema operativo? Nonostante i prestiti che il nuovo/morto sistema operativo deve inevitabilmente ad iOS, webOS e Android, MeeGo è comunque una ventata di freschezza in un panorama di sistemi operativi mobili che rimandano l'uno all'altro in troppi frangenti.

La peculiarità di MeeGo è lo "swipe" che consente di gestire le applicazioni mettendole in stand by o chiudendole, solamente scorrendo il dito sullo schermo a partire dai bordi, in una specifica direzione. Metafora già vista su webOS, su MeeGo è portata verso un maggiore sviluppo e integrazione.

I bordi arrotondati assecondano lo schermo ricurvo

L'aspetto di maggior pregio è che tale esperienza d'uso è agevolata grazie ai profili curvi dello schermo, che rende immediato lo scorrere delle dita in un geniale connubio fra hardware e software. Si percepisce una reale volontà di convergenza fra la forma del sistema operativo e la sostanza del design del N9.

A seguito dell'accordo con Microsoft, lo stesso hardware è ora usato per il Lumia 800, ma diviene puramente estetico su quest'ultimo, fine a se stesso; sul N9 è parte integrante della "filosofia swipe" è concettualmente strutturato sul software, integrandone l'utilizzo con naturalità.

Solo tre le schermate di gestione: la prima, che integra il flusso di notizie e notifiche, incluse le iscrizioni ai feed rss e gli aggiornamenti delle reti sociali; la seconda, con tutte le applicazioni disponibili; la terza di multitasking, per gestire le applicazioni aperte. "Swipare" è bello, è piacevole; tenere l'N9 nel palmo della propria mano scorrendo il pollice fra una schermata e l'altra è divertente, semplice e naturale. Niente tasto home, solo swipe.

Gli unici bottoni fisici disponibili

L'OS è abbastanza stabile, ma soffre di alcuni difetti non trascurabili, primo fra tutti l'eccessiva lentezza e la poca reattività in alcuni specifici frangenti. Spesso il tempo di reazione fra un "tap" e l'esecuzione del relativo comando è eccessivo; alcune applicazioni sono lente e il loro uso frustrante.

Cito ad esempio la app di Facebook, che a volte impiega circa 20 secondi per aprirsi e aggiornarsi. Una lentezza inaccettabile quando iOS e Android in quattro e quattr'otto nano secondi aprono applicazioni ed eseguono comandi. Basta osservare online il confronto fra l'accensione del N9 e del Lumia 800 per rendersene conto. Impietosa.

Sì, sono difetti di gioventù, che però in alcuni casi pregiudicano l'esperienza di utilizzo: a volte sembra di avere fra le mani un dispositivo incapace di offrire rapidità e sicurezza, inadeguato e male ottimizzato.

Anche nell'integrazione sociale MeeGo mostra le sue due facce contrastanti: l'integrazione avanzata fra il sistema operativo e diversi servizi sociali - Facebook, Twitter, PicasaWeb, Gmail, Exchange, CalDav, Flickr, Nokia Account, YouTube e SIP - è interessante, sebbene non osi abbastanza e non si spinga verso l'eccellenza.
La gestione delle email è discreta, dotata di un'interfaccia essenziale e efficace, ma si riscontrano alcune difetti nella sincronizzazione delle email, che in alcuni casi non si aggiornano automaticamente come avrebbero dovuto.

La speranza è che con i prossimi aggiornamenti la reattività del sistema operativo migliori sensibilmente, soprattutto perché, aldilà delle problematiche, MeeGo appare un sistema operativo solido, dotato di un'interfaccia semplice, essenziale, efficace, capace di offrire un'esperienza di utilizzo profonda, controllata, estesa ma alla mano, alla portata di tutti.

L'impressione complessiva nell'utilizzo di MeeGo è simile a quella che si può avere di fronte ad un atleta immaturo, capace di far percepire ogni sua potenzialità, ma non ancora in grado di essere competitivo agonisticamente, nell'esecuzione del gesto atletico. Il vero peccato è che ormai questo atleta è stato abbandonato al suo destino; il suo preparatore atletico ha deciso di non occuparsi più di lui.

Il futuro è altrove

Tanti rimpianti dunque pensando a quello che sarebbe potuto diventare MeeGo con il supporto di un gigante come Nokia, che focalizzandosi maggiormente sul sistema operativo, avrebbe con facilità risolto le problematiche di gioventù, per mantenere le promesse offerte in nuce.

Lo slot MicroUSB a scomparsa
Eppure giocando con questo prodotto non posso che ritenere in fin dei conti sensata la scelta di Nokia di decidere di abbracciare Windows Phone 7. Perché? Visto che l'N9 è così figo, perché mai?
Il motivo principale è che nel mercato odierno è difficile inserirsi con una piattaforma nuova. Che piaccia o no, il successo di un cellulare ormai dipende in buona parte dall'app store, dalle applicazioni disponibili per gli utenti e dall'ecosistema di contorno.

Quale futuro per una piattaforma che deve partire di nuovo da zero in un mercato in cui sono già presenti due giganti come l'App Store di Apple e l'Android Market, oltre a Windows Phone 7 che inizia ad avere un certo peso? Senza contare poi il sempre presente Symbian, che resta comunque diffusissimo e lo store di RIM, da non trascurare.

Difficile pensare di riuscire a coinvolgere gli sviluppatori a lavorare ad una quarta piattaforma, partendo da zero, ricostruendo un ecosistema. La soluzione migliore quindi è quella di allearsi con Microsoft, che aveva bisogno di un vero tedoforo per il suo OS mobile che non decolla più di tanto, sfruttando il più giovane degli OS disponibili, ma abbastanza maturo e avanzato per avere voce in capitolo.

MeeGo avrebbe probabilmente stentato a ritagliarsi uno spazio da zero in un mercato ormai fortemente polarizzato, essendo ancora un sistema operativo acerbo, non ancora in grado di competere con la concorrenza ad armi pari, e non offrendo fondamentalmente nulla di incredibilmente rivoluzionario.
Purtroppo Nokia sconta già da tempo il ritardo con cui ha risposto alla concorrenza e ha così dovuto rinunciare alla sua indipendenza, esternalizzando il sistema operativo a Microsoft.

Inoltre, parliamoci chiaro, in una prospettiva tecnologica ormai nettamente in caduta libera verso il cloud, la nuvola, Nokia non è al momento in grado di offrire un sistema di servizi completo quanto la concorrenza.
E' finita l'era in cui i telefoni erano dei dispositivi connessi solo alla rete cellulare; oggi sono un tassello di una più integrata rete di servizi online e Nokia non dispone di quei servizi, non in maniera sufficientemente esauriente.

Il Nokia N9 dunque non è altro che un highlander, il primo, il solo, l'unico della sua specie. Non ci saranno altri cellulari MeeGo e questo unico modello verrà supportato ancora per poco. Nokia ha dichiarato che fino al 2015 non lo abbandonerà, ma sembrano più dichiarazioni di marketing che reali volontà. Ed alla fine, inevitabilmente, ne resterà solo uno.