2012/03/31

Nostalgia Sala Giochi, il fenomeno che sopravvive in Giappone



Quello sopra è il trailer di 100 Yen, un documentario di IndieGoGo sul fenomeno culturale delle sale giochi in Giappone, che al momento non è ancora diventato realtà vera per mancanza dei fondi necessari.

Guardando il video ho avuto un po' di nostalgia per i tempi che furono: ricordo ancora le mitiche sale giochi della mia città. Erano una delle mete predilette per molte serate, per giocare alle ultime novità in voga al momento, assediando i cassoni giapponesi, attorno ai quali si faceva spesso capannello per osservare stadi mai raggiunti incitando il giocatore a proseguire.

Ricordo scene forse oggi impensabili: a volte succedeva che il campione di turno raggiungesse livelli molto avanzati, rari, tanto da suscitare una curiosità quasi morbosa da parte degli spettatori. Poi succedeva il patatrac e il giocatore moriva e veniva sconfitto. Vuoi la sfiga che non avesse un 200 o un 500 lire o un gettone per continuare la partita dal punto in cui era morto?
A questo punto scattava l'atto di solidarietà, con qualche spettatore pronto ad offrire una moneta o un gettone purché con la sua abilità potesse proseguire e portare lo spettacolo ad un livello superiore. Mitici.

Ora in Italia le sale giochi sono praticamente scomparse. Con l'avvento di console di nuova generazione, perché mai dover andare in sala giochi a spendere fior di quattrino quando puoi comprarti il nuovo episodio di Tekken 13 e giocartelo a casa con gli amici online o offline? E fu così che le console uccisero le sale giochi.

Ma in Giappone no, in Giappone l'arcade experience è viva e vegeta, è una questione culturale, si tratta di un luogo di ritrovo e ancora un punto di riferimento per i nipponici. Nel Paese del Sol Levante le sale giochi sono ancor lì, diffuse tanto quanto gli Starbucks in america e pronte a inglobare gettoni e ore di divertimento. In Giappone c'è sempre quella scritta Insert Coin e il Game Over è ancora lontano.
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