2012/06/17

Navi e MacBook Pro usa e getta

macbook pro retina


Dalla biografia di Steve Jobs di Walter Isaacson, sul Macintosh originale:
Steve parlando dell'Apple II si era lamentato dicendo: "Non abbiamo il controllo, e guarda tutte le quelle cose folli che la gente cerca di farci. E' un errore che non commetterò mai più." Si spinse al punto di disegnare arnesi speciali, in modo che l'involucro del Macintosh non si potesse aprire con i normali cacciaviti. "Progetteremo questo computer in maniera che nessuno, a parte uomini della Apple, possa accedere all'interno dell'involucro".
Da Wired, Kyle Wiens, sul nuovo MacBook Pro con Retina Display:
Il Retina MacBook è il portatile meno riparabile che abbiamo mai smontato: a differenza del modello precedente, il display è fuso al vetro, il che significa che la sostituzione del display LCD richiede l'acquisto di un costoso blocco con display. La RAM è ora saldata alla scheda logica il che rende impossibile futuri aggiornamenti di memoria. E la batteria è incollato al telaio, richiedendo ai clienti di spedire il proprio portatile ad Apple ogni tanto per la sostituzione.
Insomma, con il nuovo MacBook Pro Retina il sogno di Steve Jobs diviene realtà: un computer tale e quale, il cui processo costruttivo rende impossibile qualunque espansione o personalizzazione.

Caratteristica che è un problema non solo per gli utenti, che vedono assottigliarsi la vita media di un computer e/o alzarsi eventuali costi di riparazione, ma anche per tutti i riparatori e i fornitori di componenti di terze parti, che troveranno dura avere a che fare con computer di questo tipo.

La vicenda mi ricorda il mitico paradosso della nave di Teseo:
un tutto unico rimane davvero se stesso (oppure no) dopo che, col passare del tempo, tutti i suoi pezzi componenti sono cambiati (con altri uguali o simili)?
Sembra che Steve Jobs volesse evitare tale paradosso: quella è una domanda che deve essere impossibile porre.

Secondo Wiens, però, si tratta di una questione di marketing, non una questione filosofica: Apple ha lanciato un nuovo MacBook Pro Retina contemporaneamente con il classico e deciderà il futuro della sua linea di laptop in base alla vendite:
Oggi scegliamo. Se scegliamo il display Retina sul MacBook Pro esistente, la prossima generazione di portatili Mac sarà probabilmente ancora meno riparabile. Se accadrà ciò, non saremo in grado di dare la colpa Apple. Dovremo incolpare noi stessi.
In realtà il ragionamento può valere per una linea consumer, non per una linea "pro", dove pro significa quello che significa e non è solo un suffisso marketing. Un vero professionista, che necessità di espandibilità, di durabilità, che ha bisogno insomma di meno brand e più funzioni, probabilmente sceglierebbe un MacBook Pro più tradizionale.

Ma è evidente che i nuovi MacBook Pro Retina sono "pro" solo nel nome; sono indirizzati al nuovo target Apple, che è composto da "hipster", clienti facoltosi che hanno abbastanza soldi da potersi permettere un computer da 2299 euro solo per navigare su internet e chattare su Facebook. Questo è il target odierno di Apple, non i professionisti che si personalizzano il computer in base alle esigenze professionali. Non più gente che sa quello che fa, ma gente che fa quello che sa.

Quindi un dilemma di mercato abbastanza impari che dà una definitiva risposta al paradosso della nave di Teseo: Teseo presto non potrà più riparare la sua nave; al massimo la dovrà per forza cambiare.
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