2012/08/10

Niente commenti? Niente confronto pubblico online

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Il dilemma del commento
Alcuni mi hanno domandato perché sono spariti i commenti da Bicycle Mind, il dialogo ne spiega bene la ragione. Chi è in disaccordo con quanto scrivo può farmelo sapere su twitter o rispondere ai miei post dal suo blog — e se esce fuori qualcosa di interessante, un dibattito costruttivo, io segnalerò la sua risposta come linked-post. In entrambi i casi la sua opinione sarà legata chiaramente a lui, a una persona, ben definita. Non a un nome fittizio, non a un uomo di paglia.
Prendo spunto da questa frase di Filippo Corti per dire la mia sul dibattito commenti sì/no/forse, che negli ultimi mesi (ma forse anche anni), agita la rete. La tesi fondamentale - non solo di Filippo ma di molti altri - è che senza commenti i troll anonimi non trovano terreno per attecchire e quindi la qualità del blog e dei post aumenta sensibilmente.

Questa tesi a mio parere si scontra prima di tutto con alcuni dati di fatto, cioè che non tutti i troll sono anonimi e non tutti gli utenti anonimi sono troll.
Ci sono inoltre molte (buone) ragioni per cui un utente debba decidere di rimanere anonimo, che vanno al di là delle semplice volontà di dare il peggio di sé, che in alcuni casi risulta semplicemente genuino.
Oltre a questo ci sono già diversi strumenti per prevenire o almeno limitare seriamente il trollaggio (moderazione, filtri, ecc), a patto che si abbia tempo a disposizione per farlo.

Però, per quel che mi riguarda, la differenza più significativa fra un blog con e senza commenti è il confronto pubblico.

Se io scrivo delle fesserie in un post, i lettori hanno la possibilità di correggermi, sbugiardarmi, prendermi in giro o avvertirmi della fesseria; il post si evolve e soprattutto resta a disposizione di lettori futuri, che potranno leggere il post e leggere di seguito anche le reazioni, che spesso ribaltano il valore o la valenza di un post. Il dibattito su quel post diventa di pubblico dominio e resta tale, almeno finché il post esisterà.

Se invece le risposte arrivano via Twitter o tramite un blog personale, il post originale resterà isolato; nessuno (o pochissimi) in futuro vedranno quelle risposte associate al post, resteranno informazioni isolate. Se ho scritto una fesseria, quella resterà tale per sempre, senza possibilità di contraddittorio diretto o di smentita, se non per pochi individui. Il dibattito diventa praticamente privato o appannaggio di una ristrettissima cerchia.

Per questo motivo a mio parere l'esclusione dei commenti deriva principalmente dalla poca predisposizione ad affrontare il confronto con opinioni diverse e a rendere tale confronto di pubblico dominio. Probabilmente se online esistessero solo commenti "pro", nessuno li disattiverebbe.

Un post con commenti chiusi è come un dibattito pubblico senza contraddittorio. Non biasimo chi decide di escludere i commenti, scelta legittima, ci mancherebbe che qualunque cosa per il solo fatto di essere online debba essere pubblicamente commentabile; ma è un dato di fatto.

Risorse. Bicycle Mind
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