2012/08/14

Non chiamateli Tablet-PC



Dall'avvento di iPad si parla di "era Post-PC", un'era in cui i PC verranno sostituiti dai tablet per la maggior parte delle necessità dell'utente medio, e con utente medio intendo più che altro chi fa uso di un PC solamente per navigare su Internet e per controllare la posta elettronica. All'idea di era Post-PC (così definita dallo stesso Steve Jobs) seguì un dibattito - ancora in corso - sull'effettiva produttività di un tablet paragonata a quella di un PC. Io sto dalla parte di chi sostiene che i tablet siano lungi dall'essere in grado di sostituire totalmente un PC in termini di produttività; questo per una ragione molto semplice: in termini di parentela i tablet di oggi sono più parenti degli smartphone piuttosto che dei PC, e questo con tutti i pro e i contro del caso. Sono tablet-smartphone, non tablet-PC. Una conclusione cui sono arrivato a mie spese.

Nel 2010 acquistai un iPad di prima generazione, riuscendo ad accaparrami uno dei pochi esemplari ancora disponibili a Milano subito dopo l'uscita ufficiale del gingillo Apple; la mia esperienza fu caratterizzata da chiaroscuri estremi. Casualmente l'iPad arrivò fra le mie mani poco prima della mia luna di miele, così da poterlo portare in viaggio per oltre tre settimane e testarlo in una situazione ideale. Durante quel periodo fu un trionfo: "cacchio come è comodo questo tablet" pensavo ogni giorno. Batteria dalla durata più che soddisfacente, portabilità invidiabile e schermo sufficientemente ampio. Figata. Durante il periodo di viaggio è stato utile e comodo per poter eseguire una serie di attività basilari, quelle dell'utente medio. Avrei potuto però fare con l'iPad tutto quello che sono abituato a fare a casa con il mio notebook?

La risposta fu un netto "no": una volta tornato a casa, la luce di cui aveva brillato l'iPad in viaggio si è spenta totalmente e il dispositivo è finito nell'oscuro dimenticatoio. Perché? Semplicemente perché nella mia vita di tutti i giorni il tablet non mi porta alcun valore aggiunto, anzi: io trascorro la maggior parte del tempo a scrivere online; la sola attività di scrittura prolungata di testi sulla tastiera virtuale su un tablet è oscena rispetto alla tastiera fisica. E sfido chiunque a sostenere il contrario: poche balle, per alcune attività non esiste un'alternativa seria alla vecchia accoppiata mouse e tastiera, in barba al "touch".

Certo, possiamo appaiare il tablet ad una tastiera fisica e un mouse wireless, ma qui - oltre a venir meno il vantaggio sull'ingombro limitato - iniziano le problematiche legate alla gestione del flusso di lavoro: mentre su un computer normale il tutto è rapidamente gestito in maniera semplice, con varie finestre e diversi programmi fra cui alternarsi, sui tablet il tutto è più macchinoso. Pensiamo solo ad una semplice ed elementare azione come rinominare un file immagine, ridimensionarlo e caricarlo su un piattaforma di blogging via browser. Su un computer è fattibile in pochi click; su un tablet è un processo vergognosamente complesso. Quindi a casa per quel che mi riguarda il computer vince decisamente sul tablet.

Allora il tablet vincerà in mobilità, giusto? la mia risposta è ancora un volta no. In mobilità se confrontato con un notebook, un tablet è sicuramente più comodo, ma le parti si invertono se confrontato con uno smartphone. Nella mia vita quotidiana non ho necessità di un tablet, in mobilità mi limito a navigare, leggere e rispondere alle email e controllare le notizie. Che mai mi potrebbe servire una padella da 10 pollici o un tegame da 7 quando tutto quello che mi serve è un semplice smartphone?

Da questa domanda retorica nasce una considerazione fondamentale: i tablet, diversamente da quello che si vuole fare intendere con la dicitura "tablet-PC" sono in realtà degli smartphone giganti. I tablet di oggi sono figli degli smartphone, non dei PC. Prendiamo un iPad: si tratta né più né meno di un iPhone - o un iPod touch, a seconda che abbia il 3G - con schermo da 10 pollici, con applicazioni ottimizzate per quest'ultimo. Tutto quello che posso fare su iPhone lo posso fare su iPad e viceversa. Non vale lo stesso per un Mac. Ci sono un sacco di persone che sono contente e che sfruttano il loro tablet per necessità che possono essere facilmente soddisfatte da uno smartphone più cresciuto; però c'è chi - come me - vorrebbe un vero tablet- PC, non un tablet-smartphone; un dispositivo che offra la stessa versatilità e libertà di un PC, ma al contempo la comodità e la portabilità di un tablet.

Invece, oggi come oggi, per quel che mi riguarda il tablet è un dispositivo abbastanza inutile; lo pensavo circa 2 anni fa, quando vendetti l'iPad dopo che ebbe preso polvere per oltre tre mesi nell'angolo più buio del mio studio; lo penso ancora oggi ogni volta che mi chiedo se valga la pena acquistare un tablet. In cuor mio spero che il Surface di Microsoft sappia colmare questa lacuna e possa offrire un tablet che si avvicini molto di più al mondo PC e non a quello smartphone, cosa che al momento né Apple né Android sono stati in grado di offrirmi.

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