2012/09/25

Colonia: andata e ritorno verso il benessere teutonico

ponte di Colonia sul reno, duomo e canottieri
Una veduta da una sponda del Reno


Ogni volta che torno da paesi come la Germania mi assale un moto di gioia mista a tristezza.
Gioia nel tornare in Italia, nella comodità della mia casa, fra amici e parenti.
Tristezza nel tornare in Italia, facendo così un salto mortale all'indietro verso un paese sempre più del terzo mondo.

Colonia è una città ricca, affascinante, viva, frizzante, colta e organizzata (se si eccettua qualche piccola eccezione di cui parlerò subito) ma anche a misura d'uomo, in cui non mi dispiacerebbe sicuramente vivere,  anche perché per radio non si sentirà mai Il Pulcino Pio.

L'irreprensibile organizzazione tedesca. Ztè

Prima di sciorinare la solita sequela di luoghi comuni su quanto sono fighi i tedeschi, belli, bravi e organizzati anche nel soffiarsi il naso, voglio partire in controcorrente: per certi specifici ambiti - almeno a Colonia - l'efficienza teutonica fa in realtà pena .

Prendiamo i mezzi pubblici. Oltre a costare un occhio della testa (2.60 euro per un biglietto del tram/metro oppure 7.50 euro un biglietto giornaliero), riuscire a fare un biglietto è un'impresa degna del migliore Indiana Jones. In albergo ci dicono che il biglietto si fa sul tram. Saliamo e non troviamo nessuna informazione aggiuntiva. Richiediamo nuovamente lumi sul da farsi e scopriamo che su ogni mezzo ci sono alcune ticket-machine automatiche. Che accettano solo monete.

Ora, visto che un biglietto giornaliero costa 7.50 euro, non è che tutti i giorni vado in giro con quasi 10 euro di moneta. Allora ad una fermata capita a fagiuolo e fermo uno dei controllori chiedendogli "Scusi, ma se io non ho moneta come faccio?".
Lui, fulminato sulla via di Damasco-Colonia mi risponde con un colpo di genio assoluto: "Chiedi agli altri passeggeri se hanno da cambiare". Wow che suggerimento. Quello successivo sarebbe stato probabilmente "Siediti con un cappello in terra rovesciato e aspetti che qualcuno ti faccia un prestito per salire sul tram".

metropolitana di colonia
La metropolitana di Colonia

Bella organizzazione tedesca. A cui si aggiunge anche una totale mancanza di comunicazioni pubbliche in inglese. Se non si conosce il tedesco si è esclusi dagli avvisi pubblici, ad esempio, su un tram. Magari la voce sta dicendo che il tram sta per cambiare percorso e se tu non sai il tedesco ce l'hai in quel posto e ti ritrovi nel nulla più ignoto.

Singolare anche l'accoglienza. Negli alberghi di solito si trovano i cioccolatini sul cuscino appena entrati in camera. In Germania invece un bel pacchetto di patatine al peperoncino. Invece del cesto di frutta probabilmente una secchio di patate con wurstel.

patatine al peperoncino in hotel
Il benvenuto nella stanza dell'Hotel


Ecco, vorrei continuare con queste critiche all'infinito... ma purtroppo finisce qui. Il resto è un trionfo di luoghi comuni. Veri.

Primo Mondo

Non voglio parlare della città e dei suoi monumenti più belli, lo splendido duomo, i locali pieni di vita che si dipanano sul lungo Reno, eccetera eccetera. Tutto quello che si può trovare in una guida lo lascio appunto alla guida.

E' l'atmosfera che ho respirato a Colonia ad essere particolare, partendo dal Photokina, la fiera della fotografia per eccellenza, che ho avuto la fortuna di visitare e che rappresenta in un certo senso il connubio tecnologico-artistico di una città moderna, tecnologica ma attenta anche alla cultura e all'arte; incrocio che traspare anche solo percorrendo le vie più affollate o passeggiando lungo il fiume che attraversa la città.

Mappamondo al Photokina presso il Kolnmesse
Un enorme mappamondo esposto al Photokina 2012


Si percepisce una sensazione frizzante che riempie le strade, nonostante una temperatura che per noi italiani fa presagire l'arrivo dell'inverno, mentre a Colonia è naturale, alternata da un sole che picchia e un vento freddo che sferza la pelle. Una città comunque a misura d'uomo, ricca di infrastrutture utili, come le innumerevoli piste ciclabili, che consentono praticamente di circolare per tutta la metropoli con una bicicletta, senza rischiare di venir continuamente schiacciati dalle auto come succede a Milano.


donna in bicicletta
Una delle tante piste ciclabili della città


Si passeggia nel verde parco che si estende vicino alle terme, dopo aver apprezzato la vista della città dalla cabinovia, assaporando la vegetazione che si estende, pulita e ordinata, a pochi metri dal cuore pulsante, identificato dalle guglie dell'alto Duomo, simbolo della città che si protende verso l'alto.

Duomo di Colonia
L'imponente duomo di Colonia che si erge verso l'alto


E che dire del piacere di gustarsi una Koelsch, la birra di Colonia, leggera, servita nel tipico bicchiere da 20 cl, piacevole, gustosa, va giù che è una meraviglia e soddisfa la sete e il gusto allo stesso tempo.
Passeggiando lungo il Reno, nella piazza del Duomo, vicino alla stazione principale, nelle vie quasi tutte dotate di rampe per disabili, visitando il Museo della Cioccolata, al Rheinpark, nella centrale Schildergasse o a Huemarkt si percepisce un'atmosfera di unione, di collettività, di organizzazione e di prosperità.

bambina con bolle di sapone
Uno stralcio di vita e animazione notturna


La mia è ovviamente la visione di un turista che ha trascorso pochi giorni in una città tedesca e che, abbuffandosi di bratwurst e di schnitzel, innaffiati da abbondante birra, si sarà sicuramente fatto un po' prendere la mano da alcuni luoghi comuni teutonici. Tipo che i tedeschi non attraversano la strada a piedi con il segnale rosso anche se l'altro lato della strada è a un metro di distanza e non si vede l'ombra di un'auto a mille metri di distanza.

passeggiata lungo il Reno verso il ponte
Una passeggiata lungo il Reno


Eppure è così, in Germania non si attraversa la strada se è rosso; i tedeschi non attraversano, aspettano diligentemente che il rosso diventi verde e poi si muovono. Noi italiani invece ci saremmo buttati con gioia dall'altra parte "tanto non c'è nessuno!".

Da questo singolo episodio cui sono stato testimone emerge un'altrettanto comune riflessione che mi ha accompagnato per tutta Colonia e che caratterizza probabilmente la maggior parte dei paesi che "stanno bene". A Colonia, così come a Monaco e sicuramente in altri paesi del mondo, non si attraversa la strada perché ci sono regole specifiche, che vanno rispettate perché hanno un senso per la comunità.
In Italia non si attraversa la strada invece solo perché se ti beccano ti fanno il culo.

Il pensiero non può non andare dunque verso questo periodo di crisi economica in cui l'Italia è nuda di fronte al suo provincialismo alla "volemosebbene", in cui tutti sono più furbi ma anche un po' più poveri, opposto ad un benessere e una tranquillità - almeno percepite in superficie - rappresentato dalla vitalità di una città nei confronti della quale noi non avremmo nulla cui invidiare (condizionale d'obbligo).

chiesa che si riflette su un palazzo moderno
Un'antica chiesa che si riflette sulle vetrate di un palazzo moderno


E invece niente. Si riprende l'aereo e si ritorna nel "Bel Paese", atterrando a Malpensa. Ti rendi subito conto di essere altrove non solo perché i bagagli come al solito tardano ad arrivare sul nastro di trasporto, ma soprattutto per la massa di persone che, invece di aspettare ordinatamente, si accalca davanti al nastro, e si aggroviglia in attesa della valigia, per guadagnare probabilmente fra i 30 e i 45 secondi. In realtà siamo indietro di 30 o 45 anni.


in attesa della valige a malpensa
Il solito ritorno a Malpensa

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