2013/02/20

Apologia dell'astensionismo: il suffragio universale



Per realizzare una democrazia compiuta occorre avere il coraggio di rimettere in discussione il diritto di voto. Non posso guidare un aeroplano appellandomi al principio di uguaglianza: devo prima superare un esame di volo. Perché quindi il voto, attività non meno affascinante e pericolosa, dovrebbe essere sottratta a un esame preventivo di educazione civica e di conoscenza minima della Costituzione?
Così diceva il buon Massimo Gramellini nel novembre del 2011 parlando di Megliocrazia. Mi interesso relativamente di politica e, lo ammetto, sono sempre stato attirato dal lato più anti politico della propaganda degli ultimi anni. Sì, in fondo penso anche io che la maggior parte delle persone che siedono in parlamento non siano altro che faccendieri più preoccupati di tenere al caldo il loro culo piuttosto che quello delle persone che governano. E questa è evidentemente l'opinione della mia pancia e non del mio cervello, semplicemente perché non ho sufficienti mezzi per stabilire se sia vero o falso; lo sento ma non lo penso.

Spesso però credo che invece di puntare il dito verso le auto blu che sfrecciano per i sette colli sarebbe più opportuno puntarlo verso chi ha contribuito al proliferare delle auto blu, ovvero il popolo, le persone che vanno a votare, forse senza nemmeno sapere cosa sia un'auto e che cosa sia il colore blu.

Se il panorama degli eletti è spesso desolante, non è da meno quello degli elettori: basta accendere la TV per pochi minuti o anche solo farsi una passeggiata in centro città per rendersi conto dell'ignoranza imperiale che regna fra la popolazione italiana: popolazione che può arrogarsi il diritto di votare - che dovrebbe essere una delle azioni più importanti compiute nella propria vita - senza nemmeno sapere chi sai il presidente della Repubblica o senza nemmeno avere presente la differenza fra un deputato o un imputato (sebbene ormai spesso non ce ne sia).

Perchè dunque l'ignoranza può esprimere un consenso? Insomma, per fare un esempio nessuno di sognerebbe di comporre una giuria ad un concorso di bellezza con persone non vedenti, giusto? perchè dunque siamo costretti a mettere il futuro di un paese anche in mano anche a quella parte di ignoranti, privi di senso e cultura civica?

In questo scenario provo una forte solidarietà nei confronti degli astensionisti, che probabilmente si chiedono ogni giorno perchè il loro voto debba avere lo stesso valore di quello dei simpatizzanti per Scilipoti o Razzi. Perchè mai? Perchè devo votare se il mio voto viene così svilito e annegato nella massa dell'ignoranza e nell'ignoranza della massa?

"Perchè siamo in democrazia" mi dirà qualcuno, "il suffragio universale" e bla bla bla bla... be', per dirla con le parole di Fantozzi, il suffragio universale è una cagata pazzesca.
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