2013/03/16

Internet si aggrega in sistemi di gravità consolatoria

manifestazione di tifo da stadio


Ho sempre visto Internet come una fonte di molteplici risorse, un luogo in cui recuperare ed affrontare punti di vista e prospettive estranee alla routine quotidiana, in virtù delle possibilità che la Rete offre per spaziare dal Tutto al Contrario di Tutto.

Ora un po' mi sto ricredendo: inizio a dare ragione a chi suggerisce come Internet possa riorganizzarsi come (o già essere) una rete ad alta polarizzazione, in cui i naviganti tendono a rinchiudersi all'interno di una maglia tessuta da fili di idee dello stesso colore e spessore, limitandosi a cercare altri naviganti con cui proseguire il ricamo di quelle stesse idee.

Due gli eventi che mi hanno portato a questa riflessione, eventi che tendono già di per sé a dividere in maniera netta le persone e le fazioni: le recenti elezioni politiche e il conclave papale, in entrambi i casi per la prima volta capaci di ritagliarsi grande spazio online, soprattutto attraverso i social network, oggi ben consolidati in Italia con Facebook e Twitter.

La tendenza più evidente degli internauti è stata quella di ribadire le loro posizioni acquisite in maniera reiterata, senza alcun apparente beneficio del dubbio. Il cogito, ergo sum di Cartesio diventa un semplice digito, ergo sum, dove la critica viene abbattuta dell'azione immediata.

Così i lovers di una certa fazione o di un certo personaggio si sono prodigati immediatamente per il sostegno dei loro beniamini, con la profusione di lodi, proclami e propaganda a senso unico; ugualmente gli haters si sono semplicemente dati da fare per cogliere in fallo i rivali, andando alla ricerca spesso della pagliuzza nell'occhio altrui, o esponendo critiche prive di costruttività, al solo scopo di confermare la loro avversione.

Questi meccanismi sulla Rete sono a portata di click: si vede comparire su Facebook o Twitter una frase, un'immagine o un link capace di sostenere le proprie idee ed ecco che basta un "mi piace", un "condividi" o un "retweet" per diventare un anello di una catena virale che potrebbe sì diffondere una verità, ma anche una semplice menzogna: pochi o nessuno di preoccupa di approfondire o verificare. Basta digitare.

La comunicazione online appare dunque più che altro urlata: invece di una piazza all'interno della quale il dialogo emerge come principale veicolo delle opinioni, al semplice scopo di chiarire idee spesso prive di argomentazioni concrete, l'impressione è quella di trovarsi in uno stadio virtuale, all'interno del quale il dialogo in tribuna viene zittito dalle urla delle curve, che strepitano ognuna facendo la voce più grossa dell'altra.

Il confronto dialettico si trasforma in uno scontro di rozze tifoserie, che ripetono le stesse frasi in un crescendo virale. Il guaio è che online è molto semplice aggregarsi alla propria tifoseria di riferimento, bastano pochi click; ed ancora meno click sono sufficienti per zittire quelle voci che vengono riconosciute fuori dal coro per la loro semplice natura differente.

Tutto ciò grazie alla stessa struttura della rete, ai suoi punti di raccolta e alle dinamiche di fruizione dei contenuti, dove è molto più facile evitare la diversità e dirigersi verso la somiglianza, così come è più facile e consolatorio cercare consensi e conferme alle proprie idee piuttosto che il confronto con sorgenti di dissenso e critica.

Online si parte da un'idea precostituita e e si va alla ricerca di informazioni, pareri od opinioni che possano confermare quell'idea; il dubbio non è contemplato.
Certo, è così anche nella realtà, nelle relazioni offline, con una differenza però: nella vita reale spesso si è costretti - volenti o nolenti, per circostanze di tempo, luogo e relazione - a doversi confrontare con idee, opinioni diverse dalle nostre.

Online invece basta un click e il dissenso viene annullato; l'utente può abbandonarsi a questo atteggiamento autoreferenziale senza alcuna difficoltà e resistenza, tenendosi il più possibile alla larga da ogni forma di contraddittorio: online ognuno si costruisce le proprie relazioni e i propri punti di riferimento.

L'immagine di Internet è sempre stata associata a quella di una rete; spostando l'attenzione sugli internauti, con il passare del tempo mi sembra che l'immagine più appropriata sia quella di un sistema planetario, costituito da diversi corpi celesti dotati delle loro specifiche forze gravitazionali, attorno ai quali si radunano gli utenti-satelliti.

Questi ultimi sono privi di qualsiasi istinto di fuga verso la scoperta di nuove sistemi di riferimento, semplicemente soddisfatti di proseguire il movimento di rivoluzione attorno alla loro orbita precostituita, al loro centro di gravità consolatorio.
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