2013/03/25

La Madre di tutti gli abusi sonori


E dire che io avrei voluto vedere Sinister ma purtroppo il film con Ethan Hawke era già stato sostituito da La Madre, opera popolare più che altro perché prodotta da Guillermo del Toro. Il film infatti è una fetecchia, l'ennesimo ghost horror con fantasmi svolazzanti e raccapriccianti, luoghi comuni e attori più impalpabili degli spettri. Guardando però questo film al cinema mi sono reso conto di quale sia il problema della maggior parte degli horror attuali: l'abuso sonoro.

La musica e gli effetti sonori, invece di accompagnare il trasporto dello spettatore e sottolineare momenti specifici, amplificando la partecipazione emotiva, sono ormai abusati quanto gli effetti speciali visivi, con sviolinate improvvise, tonfi, stridii con volume a palla, che riescono a far saltare sulla sedia forse per i primi 3 minuti, per trascinarsi poi in maniera reiterata fino alla fine del film, con effetti non solo di "già visto" ma di "già sentito".

La componente sonora è meno evidente di quelle visiva, quindi l'uso e l'abuso opera in maniera un po' più subdola; sta di fatto che un po' ne ho piene le palle di prevedere colpi di scena sulla semplice base del tema si sottofondo, che invece di accompagnare gli eventi, travolge il canovaccio ed inizia ad annunciarli. La Madre è l'esempio lampante della tendenza dell'horror di oggi, dove non esiste atmosfera al di fuori dell'impianto audio.

Il corto originale (qui sopra visibile) mantiene in 3 minuti sicuramente una maggiore intensità, che invece nel blockbuster si è annacquata in 100 pallosi minuti.
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