2013/03/23

La natura emotiva delle idee




Qual è il parassita più resistente? Un batterio? un virus? una tenia intestinale? Un'idea. Resistente, altamente contagiosa. Una volta che un'idea si è impossessata del cervello è quasi impossibile sradicarla. Un'idea pienamente formata, pienamente compresa si avvinghia, qui da qualche parte. 

Le idee sono emotive

Una delle tematiche che ho trovato più interessanti affrontate nel film Inception è quella legata al concetto di idea. Nell'opera di Christopher Nolan le idee, intese come la convinzioni più profonde di una persona che ne determinano unicamente la personalità, sono sepolte al di sotto di vari livelli di coscienza.

Sono paragonate a parassiti resistenti, a virus che si sviluppano via contagio, poi a semi che trovano terreno fertile nell'intimo dell'animo e si sviluppano in ramificazioni più o meno coscienti, con radici praticamente impossibili da strappare. Rappresentazioni - quelle di parassita o virus - ben poco edificanti, ma in alcuni caso comprensibili, vista la capacità delle persone di portare avanti idee veramente demenziali.

L'aspetto che più mi ha colpito è quanto questo concetto di idea sia irrazionale: l'idea viene rappresentata da Nolan come uno stato d'animo, un'essenza, un'intuizione, un sentire specifico. Praticamente un'emozione.

Intuitivamente invece si sarebbe portati a pensare - almeno io lo sono - che le idee di una persona derivino da un atteggiamento più ponderato, da riflessioni (un po') articolate e soprattutto dall'osservazione di fatti concreti; non da sensazioni e impressioni.

In realtà non è così: le idee e le convinzioni portate avanti dagli individui in moltissimi casi non derivano affatto da una valutazione ponderata su una serie di fatti; derivano da impressioni e sensazioni personali estremamente ed emotivamente radicate nell'animo delle persone.


Il dialogo è una mera espressione

L'emotività di un'idea mi sembra evidente in particolare quando si dialoga e si discute confrontando idee diverse, soprattutto nei casi in cui le idee in questione possono essere immediatamente soggette ad essere vere o false.

Da qui il tentativo di mostrare all'interlocutore l'infondatezza delle proprie idee; ma far cambiare idea alle persone è una delle cose più difficili al mondo, proprio perché si ha a che fare con idee emotive, spesso impossibili da scardinare semplicemente con un ragionamento o un dialogo, in alcuni casi nemmeno con l'evidenza.

Già in passato avevo espresso dubbi e perplessità sull'efficacia del dialogo come strumento di cambiamento o mutazione di un'idea, con risultati abbastanza tristi.  Socrate pensava che il dialogo fosse la forma filosofica per eccellenza: grazie al dialogo e all'arte della maieutica, il filosofo era in grado di aiutare il suo interlocutore a partorire l'idea corretta con il dialogo.

Questo però succede solo nei dialoghi di Platone; nella realtà la maieutica fallisce miseramente, perché ci si ritrova a fare i conti con radici emotive molto resistenti, che nessun Socrate riuscirebbe ad estrapolare.

Tentare di far cambiare idea a qualcuno è come tentare di fargli cambiare il gusto preferito di gelato, o il proprio colore preferito, o la canzone che trova più emozionante. Non basta un ragionamento ben fatto, ci vuole altro. Il dialogo diventa la mera espressione di una o più idee.

Per questo le idee mi sembrano appartenere più alla sfera del gusto, dell'inclinazione personale, dei sentimenti e degli stati d'animo, non a quella dell'intelletto.


Cambiare idea significa tradimento

Se si considerasse il cambiamento di un'idea come un normale processo in cui la riflessione o l'esperienza portano a smentire o specifici fatti ritenuti per sbaglio veri, cambiare idea diverrebbe un fatto assolutamente naturale e soprattutto da agevolare, perché capace di spazzare via false credenze e erronee convinzioni.

Nel mondo reale però abbiamo visto che non accade: nel mondo reale cambiare idea è un evento paragonabile quasi ad una conversione, anche quando non stiamo parlando di convinzioni religiose. Cambiare idea è una mutazione che avviene per lo più a livello emotivo, non intellettuale. Un evento ci fa cambiare un'idea, un'esperienza, un sentimento.

Dallo status emotivo emotivo e sentimentale delle idee deriva la ragione per cui cambiare idea in molti casi viene interpretato come un qualcosa di negativo, più precisamente come una mancanza di fedeltà: chi cambia idea viene dipinto come incoerente, non leale verso l'idea che prima appoggiava e che invece dopo ha deciso di rifiutare.

Questo perché le idee solitamente agiscono a sostegno di una specifica causa e cambiare idea significa tradire e venir meno rispetto a quella causa, cambiare bandiera. Da qui la concezione negativa del cambiare idea che credo abbia coinvolto più o meno tutti nel corso della loro esistenza.


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