2013/04/26

Fotografie ogni giorno. Purtroppo.



Apple ha realizzato un nuovo spot per iPhone, Photos Every Day, molto apprezzato online per l’impatto emozionale. Nonostante la pregevole realizzazione, io l’ho subito percepito sotto una luce differente, ovvero l’odierna rappresentazione del bombardamento di immagini e scatti superflui e inutili sui social network.

Nello spot viene mostrato l’uso dello smartphone principalmente per scattare immagini (e qualche video), in qualunque situazione, anche le situazioni in cui ci si potrebbe chiedere “Ma che cacchio sta fotografando quello?”.

C’è il tipo che si fotografa i piedi a mollo nella sabbia, l’altro che scatta davanti alle crepe di un muro, quelli che vanno in skate rischiando di pulire il pavimento con la faccia per filmare, la spiona che fotografa dentro le case altrui, usando lo stesso braccio pronto a cedere sotto il peso di una mezza dozzina di buste da shopping, l’immancabile e irresistibile foto del cappuccino e così via.

Non me ne vogliano i nipponici ma ricordate quando, fino ad alcuni anni fa, vedevamo arrivare nel nostro paese orde di giapponesi armati di un arsenale praticamente infinito di fotocamere, e venivano ricorrentemente sbeffeggiati e presi in giro per la tendenza a fotografare qualunque fesseria visibile? Oggi grazie in particolare ai cameraphone e Instagram, siamo diventati un po’ tutti “giapponesi”.

La deriva dell’espressione fotografica è stata già evidenziata da James Estrin del New York Times che in un illuminante articolo si è così espresso:
Una fotografia non è più prevalentemente un modo per conservare un prezioso ricordo di famiglia o anche uno strumento di apprendimento su luoghi o persone che altrimenti non incontreremmo. Ora è soprattutto una pacchiana moneta di scambio nell'interazione sociale e un modo di guardare ancora di più nel proprio ombelico.
Non solo: spesso questa moneta è veramente di poco valore, tanto che ci si ritrova spesso costretti a sorbirsi immagini che 10 anni fa sarebbero rimaste rigorosamente chiuse in un cassetto con tanto di sigillo della vergogna, mentre oggi vengono sbattutte nella prima dei social network come un mostro qualunque.

Memorabili soprattutto gli autoscatti allo specchio, simbolo di un’autoreferenzialità cieca oltre l’immaginazione, o altra robaccia che io stesso in alcuni casi non ho evitato di condividere, semplicemente perchè gli strumenti di oggi rendono la condivisione così semplice da abbattere qualunque filtro.

In questa cornice iPhone è indubbiamente la fotocamere più usata al mondo, così come testimoniato ad esempio da Flickr, ed è quella che purtroppo ha contribuito di più a questo declino, alla massificazione della fotografia, con risultati in certi casi avvilenti. Questo è quello che ho pensato osservando Photos Every Day.
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