2013/04/10

Snake: alla fine di tutto non c'è più nulla

Tutti (o quasi) conoscono Snake il mitico gioco che almeno una volta nella vita i meno anziani hanno giocato su un cellulare Nokia. Non credevo esistesse una fine a questo gioco e invece è così: anche Snake finisce.

La GIF qui sotto riassume la fine del gioco in più o meno due minuti. Due minuti in cui il serpente continua a fagocitare i punti sullo schermo, fecendoli suoi, aumentando le sue dimensioni e riempiendo lo spazio nel piccolo schermo.

Aaron Souppouris di The Verge ha dato una lettura esistenziale di Snake che mi ha colpito:
Ma per che cosa è questa infinita ricerca di punti? Che ricompensa trova il serpente alla fine del desiderio insaziabile per il cibo? Niente. La vittoria nella vita si traduce solo nella morte. Immortalato in una GIF di due minuti, questo racconto inquietante di come questo consumismo rettiliano si riproduca nel nichilismo è un ipnotizzante viaggio di nascita, vita e morte.


Affascinante metafora: Snake è forse davvero la rappresentazione di una vita rinchiusa fra quattro lati, costretti sempre a muoverci verso nuovi punti di riferimento, che si spostano ma non si allontanano da quell'area già definita, e ci costringono a ripercorrere sempre gli stessi sentieri, gli stessi passi, la stessa routine.

Punti di riferimento che allungano la nostra vita, la nostra esperienza e ci proiettano verso nuovi obiettivi, sempre con maggiore fatica, maggiore stanchezza e meno attenzione. Travolti dal percorso, sempre più stretto c'è chi non ce la fa a si schianta contro i limiti di gioco o addirittura contro se stesso, auto-divorandosi come un serpente che morde il suo stesso corpo, le sue stesse esperienze.

E anche chi ce la fa, chi conquista tutti i suoi traguardi, ecco che accelera in direzione della fine, sempre più progressivamente e rapidamente, verso l'inevitabile conclusione, quando non resterà più alcuno spazio per nuovi obiettivi e, quando stanchi e sazi, l'unica opzione sarà l'auto-annientamento, la morte nella pienezza.

Siamo tutti serpenti destinati a morderci la coda.
Posta un commento