2013/04/19

Twitter #music: iOS, Ping e novità nella sua filosofia



Twitter lancia il suo nuovo servizio musicale Twitter #music, ereditando alcune caratteristiche di Ping, il flop sociale di Apple, ma riaffermando la priorità di iOS su Android.

Twitter #music riparte da Ping
gli utenti potranno seguire i loro artisti preferiti per restare aggiornati sulle ultime novità, seguire gli amici per scoprire i loro ascolti e seguire i consigli sonori, e scegliere di farsi seguire da altri amici per scambiare con loro pareri e opinioni sui gusti musicali.
Come si può intuire l'aspetto sociale è strettamente integrato a scopi commerciali: gli utenti infatti saranno lontani un solo click dalla possibilità di acquistare brani consigliati dagli amici o musica segnalata sulla pagina degli artisti preferiti, direttamente su iTunes Store.
Così scrivevo nel settembre 2010, e non stavo parlando di Twitter #music, che ai tempi non esisteva. Parlavo di Ping, il social flop di Apple lanciato da Steve Jobs stesso e defunto lo scorso anno.
Twitter #music non è molto differente da quello che era Ping: offre principalmente tre cose: scoprire nuova (o vecchia musica) grazie agli amici, seguire direttamente gli artisti preferiti e ascoltare musica. Tutto quello che poteva offrire Ping.

Non cambia però il cosa ma cambia il come: Twitter oggi conta una base di circa 200 milioni di utenti e soprattutto offre fin da subito un’applicazione mobile. Uno dei più gravi errori di Ping fu quello di non fornire una vera killer app mobile focalizzata sulla’attività sociale, ma solo un surrogato sulla app di iTunes.

Twitter #music solo su iOS (e web)

Se Ping è ormai solo un vago ricordo, è Twitter a sottolineare la sua preferenza nei confronti di iOS: l’applicazione è stata lanciata solo per il sistema operativo mobile di Apple, mentre gli utenti Android sono rimasti a bocca asciutta, dovendo accontentarsi di una web app accessibile da browser che suona tanto di magra consolazione.

Da questo punto di vista è interessante il parallelo con Facebook, che invece ha scelto Android come piattaforma preferita per il lancio del suo Facebook Home.
Scelta ovviamente obbligata - su iOS Home non sarebbe stato possibile per ragioni tecniche - ma che ad un livello di analisi strategica evidenzia una differenza a mio avviso ancora importante fra i due social network: Facebook è ormai un fenomeno di massa (Android), mentre Twitter resta forse un social network un po’ più elitario (iOS), sebbene la sua diffusione non sia certamente tale.

Più scoperta e meno ascolto

Il focus di Twitter #music è la fase orientata alla scoperta di nuova musica, caratteristica ereditata dal servizio We Are Hunted, acquistato da Twitter e sfruttato come spina dorsale per Twitter #music: una strategia che privilegia la ricerca di ispirazioni per nuovi ascolti e che rende #music molto appetibile per gli artisti che vogliono promuovere il loro lavoro.

Le varie classifiche vengono generate in base al chiacchiericcio e alle citazioni dei vari artisti da parte dell’utenza di Twitter, creando così un passaparola virtuoso non molto differente da quello di una volta, quando erano gli amici a consigliarti l’ultimo “disco figo” che avevano scoperto. Tutto in ottica sociale molto più estesa.

La fase di ascolto avrebbe potuto essere più incisiva: via iTunes è possibile ascoltare solo un’anteprima dei brani, mentre Spotify e Rdio richiedono un account a pagamento, necessità che rende le opportunità di ascolto su #music molte meno interessanti di quelle che avrebbero potuto essere con un’integrazione più liquida e diretta.

Twitter ha preferito un approccio orientato alla scoperta e ai trend, un decisione che farà la gioia degli artisti, anche in un’ottica commerciale, capace di sfruttare #music come una buona vetrina promozionale per le opere.
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