2013/06/02

Mi serve una vacanza

Dove: Valdengo BI, Italia
immagine di un campo di granoturco in crescita a Valdengo con montagne e cielo di sfondo
La mia terra

L'immagine qui sopra è stata scattata nel campo davanti a casa mia, pochi giorni dopo il mio ritorno da un viaggio in Giappone. In un certo senso questo scatto prosegue la mia riflessione su quella che posso definire la "mia terra": per anni ho visto crescere quelle piantine di granoturco finché i loro fusti diventavano prima verde smeraldo e poi gialli secchi, per ospitare le pannocchie da raccolto.

Le vedevo giorno dopo giorno, perché per anni mi sono disinteressato ad andarmene da casa mia, se non per obbligo o necessità; cosa che mi ha fatto riflettere molto sul tradizionale concetto di vacanza/viaggio, tanto agognato dalla maggior parte delle persone. Ci sono due motivi principali - credo - per cui si può voler viaggiare: perché si ama viaggiare in sé (e non è il mio caso) o perché si vuole staccare dalla propria quotidianità, il che fa intendere che quella quotidianità piaccia poco.

In questo secondo caso subentra il reale concetto di "vacanza", termine che deriva dal latino vacans ovvero vuoto, privo di occupazioni. La voglia di lasciare vuoto il proprio ufficio, il proprio posto di lavoro, l'aula di scuola, la propria terra, per evadere, per andare altrove. La voglia di prendersi una vacanza dalla propria vita, per una o mille ragioni, le più disparate e diverse fra loro.

Per anni io ho invece rifiutato questo concetto di vacanza: non mi interessava lasciare la mia terra, casa mia, riempiendola di vuoto per 7 o 14 giorni del mio anno; perché a casa propria si stà bene e non sono appassionato di viaggi. Ci sono persone che vivono 365 giorni all'anno per attendere quelle poche settimane di ferie estive, un'attesa che spesso si tramuta quasi in ossessione.

Per me no, invece, tanto che nell'ormai lontano 1986 dissi ai miei genitori che avrei preferito non andare più al mare a fine giugno: i miei amici erano tutti qui, a casa mia, mi divertivo a casa... perché mai avrei dovuto andare al mare quando me ne stavo così bene a casa mia? Col senno di poi qualche ragione in più forse ci sarebbe stata, ma del senno di poi sono piene le fosse.

Così ho sempre visto le stagioni che attraversavano con pienezza quel campo di granoturco, non me ne perdevo un giorno. Dalla terra arida, fino a quei primi germogli di piantine, passando per il verde rigoglioso della maturità al giallo pagliericcio della raccolta, inframezzato da qualche scorribanda per prendere in prestito una o due pannocchie: come mi aveva insegnato mio nonno, le pannocchie abbrustolite sul fornello a gas sono eccezionali.

Oggi però ho deciso di dare a quell'immagine un aspetto vintage, un aspetto vecchio e superato, che sembra non appartenere più all'oggi, ma ad un tempo che non c'è più e che non so se tornerà di moda come i vestiti durante i loro ciclici revival. Perché anche io ormai sento il bisogno di una vacanza.
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