2013/12/27

Fotografie usa e getta


Puppies
by
Riccardo Campaci



Navigando online mi è capitato di osservare questo video in cui il sito Buzzfeed cerca di spiegare la fotografia di una volta, quella a pellicola, ai bambini di oggi, che probabilmente non hanno la minima idea di cosa sia un rullino. Una delle sensazioni immediate che ho avuto è quella di sentirmi vecchio nel vedere spiegato qualcosa che io ormai do per scontato, ma che chi è giovane non ha mai sperimentato, come ad esempio le musicassette o le VHS, ormai pezzi di antiquariato da mercatino.

Il video però introduce anche un'ulteriore riflessione, ovvero il fatto che la fotografia oggi stia perdendo ed abbia ormai perso gran parte della sua fisicità, e diventi giorno dopo giorno un'impressione transitoria priva di concretezza.

Un tempo le fotografie avevano un'esistenza ed un senso compiuto solo se stampate: non era possibile osservare una foto senza stamparla, senza dargli una fisicità capace di consentirci di tenere un'immagine fra le mani, qualunque fosse il loro formato. Le fotografie occupavano uno spazio reale, partendo dal rullino, definito da un numero di scatti limitati, fino allo spazio fisico che andava ad esaurirsi all'interno del suo supporto, che si trattasse di un album in cui ordinare i ricordi, o che si trattasse di un cassetto all'interno del quale affastellare immagini a caso.

Oggi invece, soprattutto con l'avvento degli smartphone, le immagini hanno perso sempre di più la loro concretezza: la maggior parte delle fotografie transitano dall'obbiettivo al telefonino, per essere condivise sulla timeline di Facebook e godere di un'esistenza capace di esaurirsi nel giro di pochi "mi piace". La vita media di un'immagine è di poche ore, dopodiché verrà probabilmente dimenticata per sempre, nonostante sia recuperabile all'interno di qualche album virtuale che risiede nei server di Facebook o Google.

La scissione tra l'immagine e il suo indispensabile supporto fisico ha reso la fotografia odierna una vera e propria espressione della fotografia usa e getta, con un paradosso evidiente se si pensa alle fotocamere usa e getta a pellicola degli anni '90. Un tempo le fotocamere venivano usate e gettate, ma le foto restavano, affermando la loro esistenza con la loro fisicità; oggi invece le fotocamere restano, sono le immagini ad essere usa e getta, usate per qualche ora online per poi essere gettate nel dimenticatoio virtuale della rete.


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